L’ambulatorio di psicosomatica per l’infanzia e adolescenza, nasce dal desiderio di aiutare le famiglie e i bambini che soffrono di somatizzazioni per le quali i vari iter medici non sembrano essere riusciti a dare spiegazioni (oltre al generico stress). La famiglia è fondamentale nel promuovere il benessere ed il cambiamento del figlio e viene quindi resa partecipe nella comprensione del disagio che mostra, per meglio affrontarlo. Lo scopo dell’ambulatorio è di offrire un consulto diagnostico attraverso un’attenta analisi della storia medica del bambino o adolescente e dei genitori attraverso dei colloqui individuali.

 

Tutte le persone somatizzano!

La distinzione psiche-corpo, eredità del mondo culturale del passato, con le nuove scoperte delle neuroscienze oggi diventa sorpassata. L’epigenetica ci dimostra quanto le nostre esperienze e l’apprendimento incidano sulla plasticità neurale, creando nuove configurazioni di connessioni sinaptiche. In poche parole le nostre relazioni cambiano il nostro cervello!

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) mostra come il nostro sistema immunitario sia strettamente interconnesso con il nostro sistema nervoso ed endocrino, per cui testimonia come da un punto di vista neurofisologico le nostre emozioni (neurotrasmettittori ed neurormoni) impattino sul nostro sistema immunitario, influenzando il nostro stato di salute.

La somatizzazione diventa quindi le risposta del corpo ad un cambiamento del mondo emotivo e relazionale che stiamo vivendo con difficoltà. Imparare a leggerle significa comprendere cosa sta accadendo nelle profondità del nostro mondo interno.

Mentre con gli adulti può diventare possibile, attraverso le parole, dare voce alle emozioni dolorose che sono state “spostate” sul corpo, con i bambini il lavoro cambia a seconda delle età.

 

Periodo prenatale

Sempre più studi dimostrano che già dal 4 mese di gravidanza la vita emotiva della madre abbia un impatto sullo sviluppo del feto. La possibilità che la madre sia serena grazie ad una rete familiare comprensiva e di sostegno alla sua maternità diventa quindi fondamentale.

Molto spesso nella società attuale si dà per scontato che la donna sia in automatico una perfetta madre, oltre che partner, lavoratrice e casalinga. Tutto ciò manda in sovraccarico il suo sistema, talvolta aggiungendo sensi di colpa, se non in grado di corrispondere perfettamente alle aspettative esterne o creando uno stato depressivo per il dover affrontare da sola gli enormi cambiamenti psicofisici che la gravidanza comporta.

A ciò si possono aggiungere, in questo delicato periodo, traumi come lutti, separazioni, problemi fisici come infezioni e malattie, traumi perinatali che possono incidere sia sulla madre che sul bambino.

Un sostegno in questo delicato momento di vita può risultare molto significativo.

Una lettura a posteriori di quanto accaduto durante la gravidanza può aiutare a meglio comprendere alcuni stati attuali del bambino. Sebbene nessuno ricordi esplicitamente quel momento di vita, rimane tutto scritto nella nostra memoria corporea, agendo implicitamente su di noi.

 

Primissima Infanzia (0-1 anno)

Etimologicamente il termine Infanzia deriva dal latino infans che significa: muto, che non può parlare.

Come comunicano i bambini in questa età in cui sono delle spugne che assorbono a apprendono tutto ciò che accade loro?

Il neonato, quando viene al mondo, elabora ciò che vive attraverso una modalità subsimbolica non verbale (W. Bucci,1997) ovvero attraverso un processo intuitivo e implicito. Il neonato infatti non possiede una capacità simbolica, che gli permetta di creare quelle immagini mentali che danno forma e senso alla realtà, né tantomeno un linguaggio verbale con cui esprimersi.

Egli è immerso in un mondo nuovo e si deve formare nel tempo gli strumenti per comprenderlo consciamente e razionalmente.

Fino a quel momento, come comunica ciò che sta vivendo?

Di solito attraverso il corpo ed i comportamenti istintuali. Le somatizzazioni (dermatiti, bronchiti, coliche ecc) e i sintomi diventano un ulteriore canale di espressione del disagio.

Diventa quindi importante comprendere il significato simbolico che può essere sotteso alle somatizzazioni del neonato, per capire il suo mondo interno e i possibili disagi che altrimenti non avrebbero altri linguaggi per essere espressi.

 

Seconda infanzia (2-5 anni).

È la fase in cui il piccolo consolida la propria autonomia in ambito motorio e sviluppa in modo notevole le capacità linguistiche, è anche il periodo in cui il bambino frequenta la scuola dell’infanzia imparando a relazionarsi con i coetanei e con altri adulti significativi.

In questo periodo il tema principale riguarda proprio la conquista delle prime autonomie. Il bambino inizia a muoversi ed esplorare l’ambiente; esercitare il controllo degli sfinteri; usare il linguaggio verbale. Vive quindi le prime forme di separazione dal caregiver, in un’altalena tra il movimento di allontanamento e il bisogno di tornare ad una base sicura che lo aiuti a sperimentarsi nel mondo.

In questo periodo difficoltà nelle aree di autonomizzazione ( non parla, non cammina, ha problemi gastrointestinali, ecc.) possono segnalare difficoltà emotive e relazionali che meritano di essere approfondite per evitare che creino uno stato di sofferenza che infici lo sviluppo successivo.

 

Terza infanzia (6-12 anni)

È il periodo delle scuole elementari, un momento in cui il bambino sviluppa molto velocemente le proprie capacità cognitive, emotive e sociali grazie anche alle nuove interazioni con il gruppo classe.

Spesso diventa un difficile momento di transizione ad un contesto sociale (scuola) diversamente struttutato da quello familiare. Possono emergere insicurezze dovute al confronto e fatiche relazionali che si esprimono nel corpo con nausee mattutine, mal di pancia, mal di testa, tosse stizzita, allergie ecc.

È importante quindi che i genitori siano aiutati a riconoscere in quale momento evolutivo sia il bambino da un punto di vista cognitivo ed emotivo, in modo da meglio comprendere gli effettivi strumenti che ha a disposizione per affrontare i propri vissuti, cosicché il genitore possa meglio relazionarcisi.

 

Adolescenza

È un momento molto delicato nella costruzione della propria identità ed immagine corporea, anche in seguito ai mutamenti fisici della pubertà che devono essere mentalizzati.

Somatizzazioni a carico delle aree legate alla sessualità, (varicocele, cisti al seno, endometriosi, ovaio policistico ecc), al cibo (problemi gastrointestinali, nasusee, vomito, stipsi ecc.), alle vie respiratorie (asma, allergie), alla pelle (acne, dermatiti ecc.) possono essere il riflesso di conflitti profondi legati alla maturazione della propria identità e di un nuovo rapporto con il porprio corpo e con gli altri.

Per i bambini e di ogni fascia di età l’ambulatorio prevede un lavoro con i genitori e la rete famigliare per creare maggior consapevolezza circa il vissuto del bambino, in parallelo ad un lavoro diretto con il bambino o adolescente, che promuova la costruzioni di via alternative di espressione del proprio malessere.

A volte anche solo piccole modifiche relazionali possono avere grandi effetti.

Per Info: psicosomatica@centrodivenire.net

Richiedi un colloquio compilando il modulo online

 

In ambulatorio troverete psicoterapeuti formati alla scuola di specializzazione in psicoterapia Istituto A.n.e.b.

 

Diana Avellino - Centro Divenire

Diana Avellino

Dott.ssa Diana Avellino

Direttrice area Psicosomatica del Centro Divenire

Responsabile Ambulatorio di Psicosomatica – Centro Divenire

Psicologa e psicoterapeuta specializzata in psicosomatica ecobiopsicologica, terapeuta EMDR.

 

 

 

Collaboratori:

Dott.ssa Elisabetta Belletti

Psicologa e psicoterapeuta specializzata in psicosomatica ecobiopsicologica.

 

 

 

 

 

Vedi anche L’ambulatorio di Psicosomatica del Centro Divenire